Il miele di castagno è prodotto dalle fioriture dei castagni selvatici di montagna e presenta parametri di composizione simili a quelli dei mieli di melata nonostante sia di origine floreale. Molto ricco di sali minerali, si distingue per il suo caratteristico colore ambrato, talvolta intenso e tendente al rossastro. Cristallizza lentamente, soprattutto in presenza di nettare di rovo. Al naso sprigiona profumi di camomilla essiccata, arricchiti da note animali, tanniche e di china; al palato rivela un gusto amarognolo, lievemente astringente, con sfumature di legno, tabacco bagnato, carruba e fava di cacao.
Il risultato è un miele liquido intenso e complesso dalla straordinaria versatilità.
Il miele di erba medica è un miele delicato e cremoso, molto fine e mai banale. Si presenta con un colore nocciola molto chiaro, che può arrivare al madreperla o al bianco ghiaccio quando è purissimo. Al naso sprigiona profumi di erba appena tagliata e fieno bagnato; al palato rivela note di media dolcezza che ricordano il latte cotto e il mosto d’uva, con una leggera acidità e tenui aromi vegetali.
Il risultato è un miele fresco e gentile, naturalmente elegante.
Il miele di marruca nasce dal fiore dell’omonima pianta e si distingue per una dolcezza non troppo accentuata, che lo rende unico e sorprendente. Al naso richiama il cuoio, il caramello, il fieno aromatico di montagna e la liquirizia; al palato fonde note di mou con caldi sentori che rimandano alla polvere di caffè e all’odore di moka appena usata, con un profilo aromatico che ricorda vagamente le note di latte del coriandolo.
Il risultato è un miele deciso, perfetto per chi cerca sfumature calde e persistenti.
Il miele di trifoglio è estremamente interessante per versatilità e personalità. Si presenta di colore bianco, talvolta latteo. Al naso sprigiona sentori vegetali di delicati fiori bianchi; al palato risulta piacevolmente fresco, di media dolcezza e di buona persistenza, con note di legumi freschi e di banana matura.
Il risultato è un miele equilibrato, capace di unire freschezza e dolcezza in una versatile combinazione.
Il miele di sulla si distingue per il suo colore molto chiaro, che varia dal bianco cera al bianco ghiaccio, e per la chiara origine geografica: la presenza del polline di sulla è infatti considerata un marcatore tipico dell’Italia e dell’area mediterranea. Al naso è tenue e lievemente floreale, con note vegetali di paglia ed erba secca; al palato esprime una dolcezza gentile e non persistente, accompagnata da leggeri aromi di legumi verdi e di fieno, e da un ricordo di mallo di noce fresca.
Il risultato è un miele dal profilo delicato e fresco, che racconta l’identità mediterranea delle sue fioriture.
Il miele di tarassaco si distingue per il suo colore giallo intenso e per la sorprendente dicotomia tra le sensazioni olfattive e gustative che regala. Al naso è pungente, con note di zolfo, ammoniaca, aceto, fieno bagnato, radici e crosta di formaggio; al palato si rivela invece di media dolcezza, con sfumature vanigliate e un deciso sentore d’infuso di camomilla.
Il risultato è un miele dalla doppia personalità, capace di sorprendere per il contrasto tra profumo e gusto, che lo rende unico nel panorama dei mieli italiani.
Il miele di asfodelo si distingue per il colore chiaro, quasi trasparente, che tende al bianco con riflessi madreperlacei quando cristallizza. Al naso sprigiona un profumo delicato di fiori di mandorlo e agrumi, con una lieve nota di litchi; al palato è estremamente dolce, morbido e rinfrescante, con richiami di zucchero filato e vaniglia. Il finale, dolce ma lievemente aspro e persistente, ricorda il latte di mandorla, la mela cotogna candita e la pera matura.
Il risultato è un miele raro e prezioso, che incanta per la delicatezza dei suoi aromi.
Il miele di arancio si presenta di colore chiaro, che varia da un tenue giallo paglierino al bianco madreperla, fino al beige chiaro. Al naso sprigiona fragranze di zagara, accompagnate da note di fiori di caprifoglio, biancospino e melone giallo; al palato è gradevolmente dolce, con sentori floreali che possono evolvere in leggere note fruttate che invitano al continuo assaggio. Con il tempo, il gusto assume un tono più fruttato e una lieve acidità. La sostanza responsabile del profumo di zagara che caratterizza il miele di Arancio è il metilantranilato e la sua concentrazione varia a seconda della zona di origine.
Il risultato è un miele che regala delicate note fruttate avvolte dal profumo agrumato dei fiori di zagara.
La melata di bosco è il più ricco di sali minerali ‒ fino all’1,5%, con prevalenza di potassio ‒ e per questo è spesso indicato come il miele degli sportivi. È prodotto con melate di bosco originate da latifoglie, cioè piante a foglia caduca o annuale, tra cui querce, robinie, faggi, ailanti, pioppi, salici, rovi, ortiche e trifogli. Cristallizza lentamente, soprattutto in presenza di nettare di girasole e solidago. Al naso sprigiona un profumo intenso e penetrante di vin santo, composta di albicocca, fico maturo e spezie nere, con un finale di liquirizia; al palato il gusto è marcato nei toni di carruba, rabarbaro e confettura di pomodori verdi, con un retrogusto di zucchero di canna cotto.
Il miele di erica si presenta di colore ambra scuro, con sfumature rosse o aranciate di intensità variabile, ed è ricco di sostanze insolubili che lo rendono torbido anche appena estratto dai favi. Al naso sprigiona note di cotto e caramello, polvere di caffè, camomilla, curcuma, zafferano e confettura d’albicocca; al palato affascina per la sua originalità: generoso e complesso, è un miele mediamente dolce e molto persistente, in perfetto equilibrio tra aromi di mou, tamarindo e un finale dove prevalgono ricordi amari.
Il risultato è un miele che svela la sua complessa personalità solo a chi riesce a cogliere tutte le sue affascinanti sfumature.
abete è un miele di melata: non proviene dal nettare dei fiori, ma da un insieme di sostanze zuccherine depositate su foglie e rami da insetti che succhiano la linfa delle piante alla ricerca di proteine, liberando la parte zuccherina eccedente. Cristallizza molto lentamente e contiene tracce delle alghe verdi e di funghi microscopici presenti sulle piante d’origine, che determinano i suoi caratteristici riflessi verde petrolio.
Al naso sprigiona un immediato profumo di resina d’abete, caramella d’orzo e bucce d’agrumi candite, con rari sentori affumicati; al palato mostra una dolcezza media, con note evidenti di malto e richiami a sensazioni animali.
Il risultato è un miele capace di raccontare la foresta con aromi intensi e profondi.
Il miele di melo è un miele raro, soprattutto in purezza, nonostante le fioriture siano diffuse in tutta Italia. Si presenta di colore nocciola con riflessi grigio-verdi e una cristallizzazione fine. Al naso, le prime note sono il sidro di mela e il fiore del melo, seguiti da sentori di linfa d’erba, muschio e renetta cotta al forno; al palato rivela una trama gustativa incredibilmente gentile che si apre su fiori e vegetali, per poi definire sfumature più marcate di cardo e carciofo lesso.
Il risultato è un miele prezioso, che sorprende per la delicatezza e la complessità delle sue sfumature.
Il miele di rododendro è un pregiato miele alpino dalle spiccate qualità organolettiche, molto difficile da produrre a causa delle mutevoli condizioni meteorologiche presenti in alta quota. Noto fin dall’antichità come “miele della pazzia”, si presenta di colore giallo paglierino scarico, che diventa ancora più chiaro quando cristallizza. Etereo al naso con sentori di fiori bianchi e neve, talvolta rivela la presenza del timo serpillo, pungente e sulfureo, mentre il profumo, delicato e fresco, richiama l’anguria e il muschio bagnato; al palato è mediamente dolce e poco persistente, con ricordi vegetali e di confettura di frutti di bosco, chiudendo con un finale di cera vergine.
Il risultato è un miele che racchiude l’essenza delle Alpi e la bellezza di un ambiente incontaminato.
Il miele di girasole è un miele dalle grandi e spesso incomprese qualità. Ricco di glucosio, si distingue per l’inconfondibile colore giallo intenso e caldo, dovuto al polline ricoperto da minuscole gocce di olio giallo che conferiscono a questo miele la sua brillantezza unica. Al naso sprigiona delicati profumi di polline, fieno appena tagliato, ananas e frutto della passione; al palato è fruttato e intenso, con fresche note acide che richiamano i pomodori verdi in confettura e l’albicocca matura, chiudendo su un elegante retrogusto di anice stellato.
Il risultato è un miele capace di evocare aromi freschi e tropicali in un equilibrio originale.
Il miele di indaco bastardo coglie sfumature diverse, con caratteristiche organolettiche che possono variare sensibilmente in base alla zona di produzione. Cristallizza dopo qualche mese dal confezionamento e si presenta di colore chiaro, spesso impreziosito da caratteristici riflessi rosa. Al naso è delicato, con note fruttate evidenti che ricordano talvolta il pompelmo; al palato ricorda i frutti rossi, in particolare lampone e fragola.
Il risultato è un miele molto interessante e volubile che unisce freschezza e delicate note fruttate.
Il miele di tiglio si presenta di colore bianco, con piacevoli riflessi dorati, e deve il suo caratteristico profumo alla complessità di oltre cento sostanze aromatiche volatili diverse. Al naso sprigiona aromi decisi, chimici, quasi medicinali, con netti richiami al fiore e alle spezie fresche, a cui seguono profumi d’incenso e resina; al palato è rinfrescante, con note di mentolo, salvia e lime, e una forte persistenza aromatica bilanciata nel finale tra agrumato e amaro.
Il risultato è un miele che regala una fresca dolcezza balsamica e una lunga persistenza aromatica.
Il miele di eucalipto si presenta di colore ambrato o nocciola chiaro. Al naso sprigiona un odore quasi animale, talvolta sensibilmente affumicato, arricchito da note complesse di fungo porcino secco, dado da brodo e dulce de leche; al palato è bilanciato tra dolce e salato, a tratti lievemente piccante, molto intenso e persistente con riferimenti umami, di caramello e mou.
Il risultato è un miele dalla forte personalità che affascina per l’insolito equilibrio tra note dolci, salate e affumicate.
Il miele di acacia è in assoluto il più ricco di fruttosio, il più dolce e igroscopico tra i mieli. Si presenta liquido di colore giallo paglierino chiaro, quasi cristallino quando è puro, e cristallizza raramente, soprattutto in presenza di nettare di colza e tarassaco. Al naso sprigiona profumi di acacia e fiori bianchi primaverili, con lievi reminiscenze di confetto e vaniglia bourbon; al palato è dolce e setoso, con un retrogusto che conferma la delicatezza delle sensazioni olfattive rivelando una fresca nota di mandorla dolce.
Il risultato è un miele liquido delicato e molto ricercato, capace di evocare le sfumature dei fiori primaverili.
Il miele di timo si presenta di colore ambrato, più o meno chiaro, e cristallizzando assume sfumature beige o nocciola. Per gli antichi greci, era il miglior miele al mondo. Al naso sorprende per i profumi intensi di fiori di magnolia e petalo di rosa antica, con sentori di bieta, uva passa dolce, erbe aromatiche e pasta di zucca gialla al forno; al palato, di buona dolcezza e persistenza, sfuma in note salate, a tratti acidule, con richiami di dattero e pepe e un peculiare sapore di legno di matita e grafite.
Il risultato è un miele complesso, che intreccia dolcezza e note aromatiche a un finale minerale.
Il miele di corbezzolo è un miele molto raro, ma indimenticabile dopo l’assaggio. Cristallizzato, si presenta con un piacevole colore nocciola dalle tonalità grigio-verdi. Il marker del miele corbezzolo è l’acido omogentisico, assente in tutti gli altri mieli. Al naso sprigiona note di caffè tostato e minerali di terra, a cui seguono profumi di fava di cacao, rabarbaro e genziana, per un insieme olfattivo complesso; al palato si distingue per la leggera sensazione dolce che accompagna un susseguirsi di gusti amari e vegetali come cicoria, foglia di tabacco bagnata, fava di cacao, legno verde e radice amara.
Il risultato è un miele di grande personalità, che sorprende per il suo equilibrio tra velata dolcezza e intense note amare.
Il miele di cardo si presenta di colore ambrato, più o meno intenso. Al naso sprigiona profumi di crisantemo e margherite, humus, torba e corteccia tagliata, che lasciano spazio nel finale a pungenti e singolari note di gambo di fiore macerato; al palato è mediamente dolce e lievemente astringente, con una fresca nota vegetale. Questo miele custodisce un legame singolare: il latte impiegato per produrre il formaggio di Tronchon, citato da Cervantes nella sua celebre opera “Don Chisciotte della Mancia”, veniva cagliato proprio con i fiori di cardo.
Il risultato è un miele dal carattere sorprendente, capace di bilanciare note floreali e sfumature vegetali.
Il miele di coriandolo è un miele uniflorale nato dalla coltivazione della pianta per la produzione del seme, che viene utilizzato prevalentemente come spezia. Al naso sprigiona un profumo intenso e dalla forte personalità che ricorda il pain d’épices e il gomasio, con una leggera nota affumicata che nel finale si arricchisce di una punta fresca di buccia di cedro e latte di cocco; al palato è fruttato e ben bilanciato tra dolce e salato, con una chiusura agrumata, rinfrescante e persistente.
Il risultato è un miele originale e molto aromatico dalla sorprendente versatilità.
Il miele di limone nasce esclusivamente dal fiore, mai dal frutto, e si distingue per la sua consistenza estremamente cremosa e vellutata. Al naso, il retro-olfatto richiama un frutto esotico non del tutto maturo; al palato è dolce al primo assaggio, cui segue una percezione acida evidente che rimanda alla zesta di limone su un fondo vanigliato. La freschezza, quasi frizzante sulla lingua, accompagna verso un finale che evoca la buccia candita degli agrumi.
Il risultato è un miele fresco, capace di bilanciare dolcezza e vivace acidità.